La velocità dei processi evolutivi durante il Cambriano

Leggendo l’ultimo interessante articolo “Rates of Phenotypic and Genomic Evolution during the Cambrian Explosion” pubblicato su Current Biology relativo all’esplosione Cambriana (uno dei più grandi ed imbarazzanti problemi per la Teoria dell’Evoluzione) va subito riconosciuta l’apprezzabile onestà manifesta nell’ammettere come tale evento appaia aporeticamente caratterizzato da estrema rapidità (“tempi..rapidissimi”) e da enorme varietà (“imponente radiazione”): gli autori, M.S.Y. Lee, J. Soubrier, G.D. Edgecombe, arrivano a definire l’esplosione cambriana con aggettivi quali “grand” o “unusual”. E del resto sarebbe a dir poco “bizzarro” se si volesse presentare l’esplosione Cambriana come un evento facilmente inquadrabile nella cornice neodarwinista (nonostante i goffi tentativi comunque riscontrabili su alcuni noti siti evoluzionisti).
L’articolo si propone di dimostrare che l’evoluzione morfologica e molecolare sia avvenuta, durante il Cambriano, ad una velocità molto superiore rispetto al periodo Fanerozoico.
Ma quello su cui vorremmo soffermarci maggiormente, non è tanto ciò che l’articolo espone e spiega, quanto ciò che, in definitiva, non dice e non spiega, ovvero le ragioni di quello che, più di una conclusione, pare l’assunto.

Va onestamente riconosciuto come il recente libro “Darwin’s Doubt”, besteller di Stephen Meyer che abbiamo recensito per primi sulle pagine di ES, abbia alzato un tale “polverone” mediatico che, in qualche modo (ovviamente senza nè pubblicizzarlo nè tantomeno citarlo) la nomenclatura neodarwinista si è sentita in obbligo di tentare una risposta con l’articolo in tema, pubblicandolo su una rivista scientifica. Tentativo che crea più perplessità di quante ne voglia risolvere.

Per semplificare, magari in maniera estrema ma certamente in modo tale da chiarire bene il nocciolo della questione, facciamo il seguente esempio:

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Sfruttando una cospicua eredità da poco reclamata, che consiste in una grande villa e in un discreto gruzzolo monetario, decidete di trasferirvi nella nuova dimora che, però, è completamente da ammobiliare, se non per la presenza di qualche sporadica cassapanca, di un paio di madie e tre sedie.

Dopo aver svuotato un prestigioso mobilificio acquistando il meglio della mobilia in commercio, all’avanguardia nel design e nella tecnologia, richiedete al venditore anche il montaggio, che inizierà il lunedì successivo e che verrà eseguito da un numero ridotto di montatori.
Alle 8:30 del lunedì successivo, i montatori arrivano puntuali e con fare molto serio e professionale, sebbene siano solo in due.
“Forse a breve arriveranno altri ad aiutare” pensate speranzosi. Decidete quindi di lasciarli lavorare tranquilli e tornate nel pomeriggio per verificare l’avanzamento dei lavori, verso le 16:30.
Arrivati a quell’ora, iniziate a preoccuparvi del fatto che non sentite alcun rumore, nè vedete imballaggi vicino ai camion. Entrando in casa, scoprite poi con estremo disappunto che in due, dopo quasi 8 ore di lavoro, hanno montato solo una nuova cassapanca con specchiera, e che la stanno fissando al muro proprio mentre voi entrate! Gli altri mobili sono ancora imballati e fascettati, dentro i due camion carichi! Cosa ancora più indisponente, vedete i montatori affaticati e sudati, come se avessero scaricato un bastimento e vi stessero prendendo bellamente in giro!
Vi lamentate e, viste le giustificazioni insoddisfacenti, decidete di fare un salto al mobilificio, che dista pochi minuti: non trovate il titolare, anzi, non trovate nessun responsabile, nemmeno al telefono. Decidete di conseguenza di tornare in villa per cercare in qualche modo di spronare i montatori.
Rientrate in casa alle 16:45 esatte, solo un quarto d’ora dopo ma la situazione che si presenta davanti ai vostri occhi ha dell’incredibile.
Tutti i mobili sono completamente montati, puliti, con luci interne accese, appesi al muro nei posti previsti, i vari elettrodomestici-iper-tecnologici sono collegati e funzionanti, in tutte le stanze della casa e per terra non c’è nemmeno un pallino di polistirolo! Un lavoro incredibile, praticamente perfetto, che richiederebbe una settimana di lavoro intenso di una squadra di almeno dieci esperti montatori!
Sbigottiti e stupefatti, chiedete: “Ma mi spiegate come avete fatto, in un quarto d’ora, a montare due camion di mobili, quando in 8 ore eravate riusciti ad attaccare al muro solo uno specchio e a scaricare una cassapanca?”
A quel punto, uno dei due montatori, serio, vi risponde:
“Abbiamo lavorato più velocemente”.

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Ecco. Questa è la “spiegazione” fornita dall’articolo di Current Biology e dai numerosi siti evoluzionisti che lo hanno pubblicizzato.

L’aumento del ritmo evolutivo, anche se fosse dimostrato sperimentalmente e non semplicemente da modelli matematici ipotizzati ad hoc che lo presentano come “perfettamente plausibile e compatibile”, è al massimo un effetto, non una causa, dell’estrema complessità e varietà che è “esplosa” nel Cambriano.

Dove sono le forme di transizione che hanno permesso questa rapida gradualità?
Cosa ha causato l’enorme aumento dell’informazione genetica che ha reso possibile varietà così complesse e diversificate, senza precedenti nemmeno lontanamente paragonabili con quello che era avvenuto nelle stratigrafie inferiori?

Il paragone dell’esempio sopra tra una cassapanca minimale con specchio montata in 8 ore ed una intera mobilia perfettamente installata, con cucina multifunzionale e letti a scomparsa, è ovviamente riduttivo e non rende completamente l’idea dell’universo di differenza tra le forme di vita che i fossili rivelano esistere prima del Cambriano e ciò che appare nell’esplosione biologica: parliamo praticamente solo di batteri e microbi che di colpo sono attorniati da animali complessi e completamente formati, di dimensioni dell’ordine dei metri e provvisti di zampe, cervelli, sistemi nervosi e digerenti.

Quanti erano i montatori della casa?
Venti, cento, mille? Tutti esperti e forti?
E perché si sarebbero nascosti per non farsi vedere?
E perché solo un quarto d’ora prima non si sentivano rumori nè si vedevano imballaggi in giro per la casa, mobili parzialmente montati o altri segni di attività?

Perché gli strati precedenti al cambriano sono privi di ipotetiche forme intermedie, praticamente con la sola esclusione della controversa fauna di Ediacara, che ancora oggi non viene nemmeno universalmente riconosciuta come tale?

Perché gli ipotetici introvabili organismi molli, che non si sarebbero preservati a causa della loro “delicatezza” strutturale, compaiono invece in molti siti, fossilizzati e ben distinguibili? E anche se la loro struttura fosse incompatibile con la fossilizzazione, stiamo comunque parlando di un organismo troppo diverso ed “inferiore” morfologicamente rispetto alla complessità e varietà emersa dopo.

Manca una spiegazione per l’esplosione cambriana, e questo è sempre più vero sin dai tempi di Charles Darwin e del suo dubbio: egli sperava che il problema venisse risolto con futuri ritrovamenti. Sappiamo invece che la situazione si è sempre più complicata, in parallelo con la nostra conoscenza di quanto sia complicato da spiegare (con i processi evolutivi) qualunque minimo percorso metabolico molecolare, per non parlare di organi o “body plans”.
La “spiegazione” che ci viene fornita è, in sintesi, la seguente: tutto è avvenuto ‘più velocemente’. Sic et simpliciter.
Naturalmente… che nessuno osi chiedere “come” e “perché” ciò sia avvenuto.

Carlo Alberto Cossano