Genomi dinamici, stasi morfologica e l’origine della complessità irriducibile

di Wolf-Ekkehard LönnigAbstract: Nonostante l’enorme ammontare di continuo flusso genico nelle piante e negli animali, si ritiene che i processi genetici di base ed i principali tratti molecolari siano rimasti essenzialmente invariati per più di 3,5 miliardi di anni, periodo che diventa più di un miliardo di anni per quanto riguarda i meccanismi molecolari dell’ontogenesi animale. Inoltre, la sistematica è basata su caratteri virtualmente costanti nello spazio e nel tempo – importante disciplina della biologia che altrimenti non potrebbe esistere. Inoltre, la documentazione fossile mostra una tendenza regolare di apparizioni improvvise di nuove forme di vita (al posto di una loro comparsa attraverso innumerevoli piccoli passi, in stile Darwiniano), seguita da una costanza di caratteri sistematici più elevati, spesso dal livello di genere in su, a cui fa seguito in molti casi un equalmente improvvisa scomparsa delle principali forme di vita, che si sono estinte in periodi di tempo diversi. Come recentemente ammesso dal decano della sintesi moderna, Ernst Mayr di Harvard, questa costanza (stasi) di forme di vita alla luce della formidabile dinamicità dei genomi è uno dei principali problemi della biologia evolutiva contemporanea e richiede una spiegazione. In accordo con diversi ricercatori, mi riferisco ad argomentazioni e fatti che supportano l’opinione secondo la quale la complessità irriducibile (Behe) combinata con la complessità specificata (Dembsky) caratterizzino i sistemi biologici di base e che queste ipotesi possano indicare ad una soluzione non-gradualistica del problema.

Dynamic Genomes